I Giardini Vaticani

luogo di riposo e di meditazione del Romano Pontefice sin dal 1279, quando papa Niccolò III (Giovanni Gaetano Orsini, 1277-1280) riportò la residenza papale dal Laterano al Vaticano. All'interno delle nuove mura, che fece erigere a difesa della sua residenza, il Papa fece impiantare un frutteto (pomerium), un prato (pratellum) e un vero e proprio giardino (viridarium). Il massimo splendore dal punto di vista architettonico dei Giardini Vaticani si può collocare tra il Cinquecento e il Seicento, quando vi lavorano artisti e architetti come Donato Bramante e Pirro Ligorio oltre a pittori e incisori che ritraggono la bellezza del luogo. All’interno dei giardini troviamo splendide fontane, statue e tempietti la cui costruzione architettonica fu influenzata dalla cultura, dall'arte e dalla filosofia rinascimentale. Suggestiva e affascinante la vista dei giardini dalla cupola di San Pietro con le sue piante spesso unici esemplari e i giochi d’acqua e come ebbe a dire costruzioni e le sue papa Urbano VIII lo celebrò con un distico latino: "Bellica Pontificem non fundit machina flammas/Sed dulcem belli qua perit ignis aquam" (La macchina da guerra dei papi non spara fiamme, bensì la dolce acqua che della guerra spegne il fuoco). Nei Giardini si trovano, oltre alle Mura, alle Casine e ai giochi d'acqua, anche tempietti, santuari e grotte dedicate alla Madonna, ad esempio quella dedicata alla Madonna della Guardia (1937) in ricordo della Grotta di Lourdes, dove si conclude il mese Mariano con la suggestiva processione "Aux Flambeaux". Piante, alberi, fiori, arbusti, rampicanti provenienti da ogni parte del mondo rendono questo luogo unico al mondo per la sua bellezza che incanta ogni visitatore

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